6) Rosmini. Rinascimento come decadenza .
La lettura del Rinascimento fatta da Antonio Rosmini, oltre a
evidenziare istanze di epoca romantica, manifesta quella
opposizione radicale all'illuminismo, propria della cultura
cattolica ottocentesca.
A. Rosmini, Le cinque piaghe della Chiesa, Napoli, 1849, pagina
47.

Ma la sconfitta di Roma negli animi impresse disposizioni a lei s
contrarie che la Chiesa di Ges Cristo ne rimase oltremodo
indebolita. Questa incostanza fu quella che sommamente favor le
eresie del secolo sedicesimo: queste trovarono i principi
allassati e illanguiditi nella stima e nell'amore della Santa
Sede, perch di lei scandalizzati, per non disposti a sostenerla;
se non anco lieti di vedere brulicare degli audaci ribelli di
mezzo al clero stesso contro i papi, che intuonassero libert da
di sotto al giogo vecchio e noioso. Quella libert intanto che
veniva intonata, era licenza: e diceva di pi che i principi non
potessero intendere allora: era l'indipendenza della ragione
naturale da ogni rivelazione positiva: era quel razionalismo
fatale che, come un germe di morte, venne sviluppandosi gli anni
vegnenti nella pianta dell'incredulit, la quale aduggi la terra,
mut i costumi sociali, scroll i troni, e rese pensosa l'umanit
su' suoi futuri destini...
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1964, volume
sesto, pagina 139.
